L'ANGOLO DEL BELLO 2 \ ROCK

COME AS YOU ARE (NIRVANA).

“Vieni come sei, come eri, / come io voglio che tu sia, come un amico, / come un amico, /come un vecchio nemico./

Fai con calma, / oppure fai in fretta, / la scelta a te, / non fare tardi./

Non fare tardi, / riposati un attimo, / come un amico, / come un vecchio ricordo. /

Vieni, sporco di fango, / inzaccherato di varecchina, / come io voglio tu sia./

Come una moda, / come un amico, / come un vecchio ricordo, /

E giuro che non / ho una pistola, / no, non ho una pistola. /

Ricordo, ricordo, ricordo, /

E giuro che non / ho una pistola, / no, non ho una pistola. /”

IPOTESI DI LETTURA DEL BRANO.

Ognuno di noi desidera che il Mistero entri nella vita di tutti i giorni. Ma forse, in certi animi più sensibili, in certi temperamenti inquieti, la cui esistenza è a volte stata attraversata e segnata da eventi drammatici, da conflitti interiori ed esterni, questa domanda decisiva per la vita si fa grido lancinante, inquieto ed inquietante sia per chi lo lancia che per chi (lettore, spettatore o ascoltatore) lo riceve.

Gli esempi sono tanto: Michelangelo, Leopardi, Montale, ma anche Kurt Cobain, leader dei Nirvana, scomparso in circostanze tragiche nell’Aprile 1994 dopo una vita di talento (era l’autore di testi e musiche) e sensibilità ma anche costellata da eccessi e da una grande infelicità. In fondo, anche se c’è il rischio che tutto ciò risulti una pretesa, che il Mistero si faccia vita e carne è un desiderio del cuore umano troppo grande. Che la cultura moderna, il potere, cerca di soffocare, ma non vi riesce del tutto.

Da Bambino, nei lunghi momenti di un’infanzia difficile, il piccolo Kurt disegnò un grande punto di domanda sulla parete bianca della sua cameretta. Ma il mondo, come fece con Montale, gli urlava che era una pazzia, lo ricopriva di soldi ed elogi, tanto da fargli scrivere, negli ultimi mesi, con la sincerità che lo contraddistingueva, di aver perso quella freschezza e quella voglia di fare musica degli esordi, di non divertirsi più, di avere la sensazione di timbrare il cartellino. E di avere bisogno di “stordirsi” (cioè di far uso di droghe) per ritrovare l’entusiasmo del Kurt bambino.

Fino a quel colpo di fucile, a quel tragico 5 aprile 1994