SANT'ANTIMO

15.11.2016 18:58

L'abbazia di Sant'Antimo (Castelnuovo dell'Abate - Montalcino, Siena), parte posteriore. Secoli XI-XIII. Capolavoro dell'arte romanica europea, è una delle poche abbazie italiane ad avere il coro attraversato da un deambulatorio, soluzione che la avvicina al romanico francese, come tutto il contesto di quest'opera. La zona posteriore è certamente la più interessante, con una grande abside su cui troviamo tre absidiole, che corrispondono alle cappellete radiali del coro. Da notare la grande bifora della zona superiore dell'abside, che dona luminosità all'interno, e il campanile, la cui base è forse dell'edificio preesistente (IX secolo). Secondo una tradizione, questa abbazia fu fontata da Carlomagno, di passaggio in zona nel 771. Non vi è una conferma storica di ciò, ma si sa che suo figlio Ludovico il Pio fece molte donazioni all'abbazia. All'interno, spartito in tre navate, uno straordinario apparato scultoreo di gusto tolosano (presente anche esternamente) quasi tutto degli inizi del secolo XII, dominato dall'enigmatica personalità del cosiddetto "Maestro di Caberstany" (in realtà, forse un gruppo di artisti attivi in molte zone della Francia e Spagna, molt idiversi tra loro ma con qualche punto in comune) impreziosisce questo edificio, dichiarato "patrimonio mondiale dell'umanità" dall'UNESCO.

NEL deambulatorio esterno dell'Abbazia le piccole absidi che si affacciano denotano la presenza, all'interno dell'edificio, di cappellette radiali. Un motivo tipicamente francese, così come, in tutto l'edificio. Il punto di riferimento è nella chiesa di Saint-Etienne a Vignory (Champagne), per alcuni punti che esprimono una pianta architettonica di transizione tra il periodo carolingio e il romanico (tra cui quello in foto), con una chiarezza nelle linee che tuttavia ne rivendica il contesto italiano. PRIMI DEL SECOLO XI.